Considerazioni sul processo a Salvini

Il #Bravopensiero
Obbiettivamente e fuori dagli schemi e senza pregiudizi, quello che sembra emergere è che se Salvini ritiene ingiusto essere processato perché ha difeso i confini, i suoi avversari ritengono che abbia paura di sottoporsi al processo, ma se Salvini ritiene di essere stanco di questa “manfrina” politica e farla finita con le strumentalizzazioni e quindi decidere di sottoporsi al processo, com’è successo oggi in Commissione, dimostrando le sue ragioni, i suoi avversari politici ritengono che lo faccia apposta per guadagnare consensi e magari vincere le elezioni; insomma come la fa, la fa, per chi proprio non digerisce Salvini è sempre in difetto. (Tuttavia,sottoporsi a un processo non è mai piacevole per nessuno).
E poi, non appare plausibile che solo il Ministro dell’Interno abbia assunto una simile decisione, attese le dichiarazioni a favore della scelta del Ministro anche dagli alleati di quel Governo.
La paura vera è che la politica se per farsi legittimare ha bisogno dei Giudici, quando trattasi di giudizi che riguardano scelte politiche, sarà molto difficile costruire una politica di confronto e rispetto per il prossimo, con l’unico interesse verso il bene pubblico. Purtroppo in questo Paese dilaniato dall’odio la buona politica come superiore servizio, resta un’utopia.

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