Misura cautelare per lo spacciatore arrestato per la seconda volta

Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia

Segreteria Provinciale Torino

 

COMUNICATO STAMPA SIULP TORINO

 

Dichiarazione del Segretario del SIULP di Torino Eugenio Bravo​​ in merito alla decisione del Ministro dell’Interno di prevedere la misura cautelare dopo che lo spacciatore viene arrestato per la seconda volta.

 

Finalmente ci sarebbe da dire e sperando che non siano solo buone intenzioni. Per quanto riguarda la città di Torino, la misura di sottoporre a custodia cautelare chi viene preso per la seconda volta a spacciare droga, a prescindere dall’entità della sostanza venduta, rappresenterebbe una svolta epocale nella lotta al contrasto della droga e al senso di impunità imperante.​​ 

 

Significherebbe dare un senso reale alla certezza della pena soprattutto per contrastare un reato così grave e insidioso e che devasta le giovani generazioni. Valutare semplicemente la modica dose non ha più senso quando ormai gli spacciatori sono organizzati distribuendo microdosi che raccolgono in luoghi occultati e ben organizzati, in proposito ci viene in mente ad esempio il Valentino.​​ 

 

Certo il problema potrebbe riguardare sicuramente il sovraffollamento carcerario atteso che in periferie come Barriera di Milano, San Salvario, Dora Vanchiglia in particolare, lo spaccio è attività tristemente florida. ​​ E tuttavia la soluzione non può che essere quella della misura detentiva che non consenta più a questi soggetti di tornare immediatamente liberi di distribuire “veleno”.​​ 

 

Piuttosto si metta mano a una legislazione carceraria che preveda più carceri e più polizia penitenziaria in grado di eliminare dalle strade, dalle discoteche dai giardini questi dispensatori di morte. Naturalmente l’aspetto culturale deve procedere parallelamente alla sanzione punitiva.​​ 

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Torino,​​ 20​​ febbraio 2020

Ufficio Stampa SIULP